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Gabbanini, il DS scelto da Knaster: ora il nodo è Hiljemark

  • Immagine del redattore: Sandro Cacciamano
    Sandro Cacciamano
  • 23 apr
  • Tempo di lettura: 2 min
Di Sandro Cacciamano
Di Sandro Cacciamano

L’arrivo di Leonardo Gabbanini alla direzione sportiva del Pisa consente finalmente di fare chiarezza su quanto accaduto nelle ultime settimane all’interno della società nerazzurra. Le parole emerse in conferenza stampa aiutano infatti a delineare un quadro preciso, fatto di equilibri interni e scelte forti.

È ormai evidente come le divergenze tra Alexander Knaster e Davide Vaira si siano progressivamente accentuate, in particolare sulla gestione tecnica della squadra. Al centro del confronto, la posizione dell’allenatore Oscar Hiljemark: sostenuto con decisione dalla proprietà, ma non condiviso dall’ormai ex direttore sportivo.

Dopo l’ultimo ko contro il Genoa, Vaira avrebbe tentato in tutti i modi di arrivare a un cambio in panchina, ma la posizione di Knaster è stata netta e irremovibile. Da qui la rottura definitiva e la conseguente separazione. Un passaggio che chiarisce come la scelta del nuovo direttore sportivo sia stata fortemente voluta dall’azionista di maggioranza.

Gabbanini, dal canto suo, si è presentato sottolineando il proprio percorso e la dimensione internazionale maturata negli anni. Un profilo che guarda oltre i confini tradizionali del calcio italiano e che introduce un approccio più moderno alla gestione sportiva. Non a caso, il nuovo DS ha evidenziato come la figura del direttore sportivo sia ormai quasi esclusiva del contesto italiano, mentre all’estero prevale un modello differente, con l’Head of Recruitment a fare da raccordo tra allenatore e proprietà.

Ed è proprio questo il punto chiave: Gabbanini si propone come figura di equilibrio, un vero e proprio intermediario tra le esigenze tecniche e le strategie societarie. Un ruolo centrale, soprattutto in una fase così delicata.

Resta però aperta la questione più importante: il futuro di Hiljemark. L’allenatore ha un contratto fino al giugno 2027, ma sarà inevitabilmente il nuovo direttore sportivo a valutarne il lavoro e a decidere se proseguire insieme o meno. Una scelta che potrebbe diventare decisiva per il futuro del club: dopo la bocciatura di Vaira e della famiglia Corrado, anche Knaster difficilmente potrebbe ignorare un eventuale parere negativo del nuovo DS.

Nel frattempo, Gabbanini ha voluto rivolgere un messaggio diretto ai tifosi, cercando di ricucire uno strappo evidente tra squadra, società e ambiente. Il richiamo alle proprie radici toscane e alla capacità di comprendere le difficoltà del momento rappresenta un primo tentativo di ristabilire un rapporto di fiducia, oggi più che mai necessario.

Il finale di stagione dirà molto, ma è già chiaro che in estate si andrà verso una profonda ristrutturazione della rosa. Tra cessioni e nuovi innesti, il Pisa è chiamato a ripartire con basi più solide. Prima di tutto, però, servirà una decisione chiara sulla guida tecnica: capire se Hiljemark è davvero l’uomo giusto da cui ripartire.

Il tempo per programmare non manca. La differenza, come sempre, la farà la capacità di non sprecarlo.


Foto Pisa Sporting Club



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