Mantova-Pisa 2-2, l’analisi tattica: Bianco ritrova il suo Pisa, ma nel finale manca la gestione


di Sandro Cacciamano
Il 2-2 del Martelli tra Mantova e Pisa lascia inevitabilmente l'amaro in bocca, perché i nerazzurri sono stati a pochi minuti dal conquistare una vittoria importante dopo aver ribaltato lo svantaggio iniziale.
Ma se analizziamo la partita esclusivamente sotto l'aspetto tecnico-tattico, qualcosa di diverso rispetto alle ultime uscite si è visto.
Dopo il pesante 1-4 contro l'Entella e il 3-0 di Coppa Italia contro la Fiorentina, Paolo Bianco ha ritrovato una squadra capace di reagire, costruire occasioni e soprattutto cambiare l'inerzia della partita.
Rimane, però, un problema che dovrà essere affrontato: la gestione dei minuti finali quando il Pisa è in vantaggio.
Bianco conferma il 3-4-2-1, ma cambia gli interpreti
Il tecnico non cambia il sistema tattico e ripropone il 3-4-2-1.
Confente tra i pali; Primasso, Caracciolo e Canestrelli compongono la linea a tre; Zanon e Angori presidiano le corsie, con Leone e Correia in mezzo. Sulla trequarti agiscono Tramoni e Moreo alle spalle di Pittarello.
Rispetto alle precedenti partite, però, cambiano diversi interpreti.
Bianco restituisce la titolarità a Caracciolo, conferma Primasso dopo le buone indicazioni di Firenze e soprattutto modifica l'attacco scegliendo Moreo e Tramoni dietro Pittarello, preferito a Petagna come riferimento centrale.
Scelte che, alla fine, producono risposte importanti.
Il Mantova parte meglio e punisce il Pisa
L'inizio è però ancora una volta complicato.
Il Mantova parte aggressivo, cerca di prendere immediatamente il controllo del centrocampo e all'8' passa in vantaggio con l'ex Gliozzi, servito in profondità da Ignacchiti.
Il Pisa, soprattutto nei primi minuti, appare contratto.
La differenza rispetto alla partita con l'Entella è però fondamentale: questa volta la squadra non si disunisce dopo aver subito il gol.
Ed è forse il primo vero segnale positivo della partita.
Invece di perdere distanze e lucidità, i nerazzurri cominciano gradualmente ad alzare il proprio baricentro.
Tramoni accende il Pisa, Bardi tiene avanti il Mantova
Con il passare dei minuti il Pisa trova maggiore fluidità.
Tramoni comincia a muoversi tra le linee, cercando il pallone e creando superiorità nella metà campo avversaria. Gli esterni salgono e il Mantova è progressivamente costretto ad abbassarsi.
Bardi deve intervenire in più occasioni per mantenere il vantaggio, mentre il Pisa aumenta la propria presenza negli ultimi trenta metri.
È soprattutto un Pisa diverso mentalmente.
Non frenetico, ma progressivamente più convinto.
La pressione viene premiata al 38', quando Moreo serve Pittarello e l'attaccante trova la rete dell'1-1.
Un gol importante anche dal punto di vista tattico: Pittarello non rimane statico come semplice riferimento centrale, ma lavora sul fronte offensivo e mette in difficoltà la linea difensiva mantovana anche attraverso movimento e fisicità. Una lettura condivisa anche nelle analisi post-partita, che evidenziano le difficoltà della retroguardia di casa nel contenerlo.
Nella ripresa cambia la partita
Il Pisa che rientra dagli spogliatoi è ancora più convincente.
La squadra appare maggiormente consapevole, occupa meglio gli spazi e riesce ad alzare la pressione.
Zanon e Angori possono accompagnare maggiormente l'azione, mentre Correia garantisce presenza fisica e dinamismo nella zona centrale.
Ed è proprio attraverso l'ampiezza che nasce il 2-1.
Al 58' l'azione si sviluppa sulla sinistra con Angori e Tramoni; il pallone viene poi portato sul lato opposto, dove Zanon prolunga per Moreo, bravo ad anticipare tutti e trovare la rete del sorpasso.
Una delle azioni più interessanti della partita perché dimostra quello che il 3-4-2-1 di Bianco può produrre quando funziona: ampiezza, occupazione dell'area e capacità di spostare rapidamente il gioco da una corsia all'altra.
Le sostituzioni e l'ingresso di Rao
Bianco interviene poi sulla squadra.
Al 65' Vural prende il posto di Leone. Poco dopo escono Moreo e Tramoni ed entrano Petagna e Rao.
Ed è soprattutto l'ingresso di Rao a cambiare qualcosa nella fase offensiva.
Il ragazzo porta freschezza, velocità e soprattutto la volontà di attaccare immediatamente lo spazio.
Con Petagna in campo aumenta anche la possibilità di avere un riferimento fisico capace di proteggere il pallone e liberare spazio per gli inserimenti.
Il Pisa trova infatti il possibile 3-1 proprio con Rao, ma il VAR interviene e annulla la rete per fuorigioco.
Un episodio che avrebbe probabilmente cambiato completamente gli ultimi minuti della partita.
Rao merita più spazio?
La prestazione di Rao apre inevitabilmente una riflessione.
Già a Firenze aveva dato segnali interessanti. A Mantova entra e porta immediatamente verticalità, corsa e capacità di attaccare la porta.
A mio avviso è un giocatore che Bianco dovrà prendere sempre più in considerazione anche dal primo minuto.
Non soltanto per quello che riesce a fare individualmente, ma perché possiede caratteristiche che possono cambiare il modo di attaccare del Pisa: meno gioco incontro al pallone e maggiore attacco della profondità.
Primasso, un'altra risposta positiva
Tra le indicazioni più interessanti c'è anche Andrea Primasso.
Bianco gli concede la prima titolarità in campionato dopo la prova di Coppa e il giovane difensore risponde con personalità. La cronaca ufficiale conferma la sua presenza dal primo minuto e la sostituzione nel finale con Calabresi.
Non è un dettaglio.
In una difesa che nelle ultime gare aveva mostrato difficoltà evidenti, trovare un'altra soluzione affidabile può diventare molto importante nel corso della stagione.
Gli ultimi dieci minuti: qui il Pisa deve crescere
Arriviamo però al punto sul quale Bianco dovrà lavorare maggiormente.
All'80' entrano Calabresi ed Esteves per Primasso e Zanon. Primasso, secondo la cronaca della partita, era alle prese con i crampi.
Le sostituzioni hanno quindi una loro logica: servono forze fresche per difendere il vantaggio.
Il problema non sono tanto i cambi quanto ciò che succede dopo.
Il Pisa progressivamente arretra.
Il Mantova aumenta la pressione, i nerazzurri fanno più fatica a tenere il pallone lontano dalla propria area e diminuisce la capacità di uscire attraverso un possesso pulito.
Quando una squadra difende troppo vicino alla propria porta, ogni seconda palla diventa pericolosa.
E il Mantova continua a crederci.
Nel recupero arriva la giocata decisiva: Bragantini partecipa all'azione e Vlahovic trova il 2-2, togliendo al Pisa una vittoria che sembrava ormai vicinissima.
Il problema non è soltanto la difesa
Qui, secondo me, bisogna evitare un errore nell'analisi.
Dire semplicemente che la difesa ha sbagliato sarebbe troppo riduttivo.
La fase difensiva riguarda tutta la squadra.
Quando negli ultimi minuti non riesci più a tenere il pallone, non accompagni l'uscita e lasci continuamente l'iniziativa all'avversario, inevitabilmente aumentano le situazioni nelle quali i difensori devono intervenire dentro o vicino all'area.
Bianco dovrà quindi lavorare certamente sulla solidità della linea arretrata, ma anche sulla gestione collettiva del vantaggio.
Difendere il risultato non significa necessariamente abbassarsi.
A volte il modo migliore per difendere è continuare ad avere il coraggio di giocare.
Il mio giudizio tecnico: un passo avanti, ma manca ancora qualcosa
Rispetto alla sconfitta contro l'Entella, il passo avanti è evidente.
Il Pisa ha subito ancora una volta un gol nei primi minuti, ma questa volta non è crollato. Ha reagito, pareggiato, preso il controllo di diverse fasi della gara e completato la rimonta.
Pittarello e Moreo hanno dato risposte importanti. Primasso ha confermato di poter essere una soluzione. Rao ha avuto un impatto significativo entrando dalla panchina.
Il 3-4-2-1, inoltre, ha mostrato di poter funzionare quando gli esterni accompagnano l'azione e i due giocatori alle spalle della punta riescono a muoversi tra le linee.
Ma rimangono due aspetti sui quali lavorare.
Il primo è l'approccio: il Pisa non può essere costretto troppo spesso a reagire dopo essere passato in svantaggio.
Il secondo, ancora più importante, è la gestione dei finali di gara.
Una squadra che vuole avere ambizioni importanti deve imparare a capire quando accelerare, quando tenere il pallone, quando abbassare il ritmo e quando invece continuare ad attaccare.
A Mantova il Pisa ha dimostrato di avere qualità. Adesso deve trasformare quella qualità in continuità e maturità tattica.
Perché dopo essere riusciti a ribaltare una partita difficile e dopo aver sfiorato il 3-1, farsi raggiungere nel recupero lascia inevitabilmente la sensazione di aver lasciato al Martelli due punti che erano ormai molto vicini.




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