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Pisa nel caos totale: espulsioni, errori e resa senza combattere

  • Immagine del redattore: Sandro Cacciamano
    Sandro Cacciamano
  • 12 mag
  • Tempo di lettura: 2 min
Analizzare Cremonese-Pisa, terminata 3-0 per i grigiorossi allo “Zini”, significa raccontare l’ennesimo disastro di una squadra ormai completamente crollata sotto ogni punto di vista: tecnico, mentale e caratteriale.
Analizzare Cremonese-Pisa, terminata 3-0 per i grigiorossi allo “Zini”, significa raccontare l’ennesimo disastro di una squadra ormai completamente crollata sotto ogni punto di vista: tecnico, mentale e caratteriale.

Mister Hiljemark sceglie Semper tra i pali, difesa a tre con Caracciolo, Canestrelli e Bozhinov, esterni Touré e Leris, in mezzo Akinsanmiro, Vural e Loyola, mentre davanti la scelta ricade su Moreo e Stojilkovic. Restano fuori sia l’esperienza di Aebischer sia Angori sulla fascia, mentre in attacco ancora una volta Durosinmi viene ignorato in favore di Stojilkovic.

L’inizio della gara è quantomeno equilibrato. Il Pisa prova a stare dentro la partita, tiene discretamente il centrocampo ma, come ormai accade troppo spesso, non riesce mai a rendersi pericoloso davanti ad Audero. Poi arriva il solito blackout. Al 15’ Bozhinov si prende un’ammonizione evitabile, ma il peggio arriva appena otto minuti dopo: altro fallo assurdo, seconda ammonizione ed espulsione. Un’ingenuità da dilettanti che lascia il Pisa in dieci uomini e cambia completamente la partita.

Hiljemark prova a ridisegnare la squadra passando al 4-4-1, ma da quel momento il Pisa sparisce dal campo. La Cremonese prende coraggio, attacca continuamente e i nerazzurri accusano il colpo psicologico senza riuscire minimamente a reagire. Al 30’ arriva inevitabilmente il vantaggio lombardo: errore difensivo di Moreo, Vardy si fa trovare pronto e batte Semper.

A quel punto il tecnico nerazzurro toglie Leris e Moreo inserendo Calabresi e Angori: fuori un attaccante, dentro un difensore, nonostante la squadra fosse già sotto nel punteggio. Una scelta apparsa fin troppo rinunciataria, con il Pisa che si ritrova così schiacciato nella propria metà campo e incapace di costruire qualsiasi reazione.

Nella ripresa il copione peggiora ulteriormente. Il Pisa entra in campo con un atteggiamento remissivo, senza cattiveria e senza lucidità. Al 50’ Angori perde un pallone sanguinoso, Vandeputte serve Bonazzoli che firma senza problemi il 2-0.

Se la partita era già compromessa, al 56’ Loyola decide praticamente di chiuderla definitivamente: fallo inutile e violento su Pezzella, rosso diretto e Pisa ridotto addirittura in nove uomini. Un’altra follia inspiegabile che fotografa perfettamente il momento della squadra.

Hiljemark prova ancora a cambiare qualcosa inserendo Hojholt e Meister per Vural e Stojilkovic, continuando però a lasciare in panchina Durosinmi. Mosse che non producono assolutamente nulla. Il Pisa non crea occasioni, non tira mai in porta e vaga per il campo senza idee e senza personalità.

All’81’ arriva anche il tris della Cremonese: Okereke vince un contrasto con Hojholt, conclude verso la porta e la leggera deviazione di Canestrelli beffa l’incolpevole Semper.

Il triplice fischio arriva esattamente al 90’, senza recupero. E probabilmente è stato meglio così, perché questa squadra aveva già smesso di giocare da tempo.

Quella vista allo “Zini” è l’immagine perfetta del fallimento del Pisa: una squadra psicologicamente distrutta, arrendevole, senza anima e senza orgoglio. Nemmeno la retrocessione riesce a tirare fuori una reazione. Zero occasioni create in novanta minuti, nessun tiro degno di nota, nessuna rabbia. Solo confusione, paura e rassegnazione.

Il Pisa non perde soltanto una partita: perde la faccia davanti ai propri tifosi, davanti alla città e davanti a una stagione finita nel peggiore dei modi.



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