Serie A, verdetti senza pietà: Inter sul trono, Pisa e Verona giù — e ora è battaglia feroce per l’Europa
- Sandro Cacciamano

- 5 mag
- Tempo di lettura: 3 min

A San Siro doveva essere festa, e festa è stata. L’Inter si prende il suo 21° Scudetto senza tremare, andando oltre il minimo indispensabile: contro il Parma non basta il pari, arriva una vittoria piena, la 26ª stagionale.La firmano Thuram, ormai inarrestabile (sesto gol nelle ultime sei giornate), e Mkhitaryan, al passo d’addio dopo quattro anni. Una squadra che ha dominato e che chiude il discorso senza lasciare spazio a dubbi.
Il Napoli, già fuori dai giochi, si ferma sullo 0-0 a Como. Un pareggio che racconta più rimpianti che altro: occasioni sprecate da una parte e dall’altra, con Politano che colpisce un palo clamoroso nel finale. I partenopei restano secondi, ma la sensazione è quella di un’occasione persa per rendere meno amaro il finale.
Se davanti qualcuno corre, altri si fermano. Male.Il Milan crolla al Mapei Stadium contro un Sassuolo che si conferma incubo ricorrente. Berardi colpisce ancora, Laurienté chiude i conti. Senza Modric, i rossoneri perdono identità e si complicano la vita: il vantaggio sulla Roma si riduce a soli tre punti. Da margine di sicurezza a rischio concreto in novanta minuti.
Ancora più grave lo stop della Juventus, che allo Stadium non va oltre il pari contro un Verona già retrocesso. I bianconeri vanno sotto, rischiano, si salvano con Vlahovic — a segno dopo oltre sei mesi — ma lasciano per strada punti pesantissimi.Un pareggio che sa di occasione buttata e che riapre scenari pericolosi.
Chi invece ci crede davvero è la Roma.Il 4-0 alla Fiorentina è una dichiarazione di forza: partita chiusa già all’intervallo, dominio totale, concretezza e fame. Mancini, Wesley, Hermoso e Pisilli firmano una vittoria che rilancia i giallorossi in piena corsa Champions.Quella che sembrava una rincorsa impossibile, ora è realtà.
Esce invece definitivamente dai giochi l’Atalanta, fermata sullo 0-0 dal Genoa. Tanto possesso, poca incisività, una traversa nel finale e nulla più. Troppo poco per chi doveva restare agganciato al treno europeo.Per il Genoa, invece, è il punto che vale la salvezza matematica.
In coda, la situazione si fa sempre più chiara — e sempre più drammatica.La Cremonese cade ancora, stavolta contro la Lazio. Eppure era passata in vantaggio con Bonazzoli. Poi il solito blackout: Isaksen pareggia, Noslin la ribalta nel recupero.Quarta sconfitta nelle ultime cinque: un crollo verticale nel momento decisivo.
Il Lecce, al contrario, fa il suo dovere e scappa.La vittoria contro il Pisa vale oro: Banda e Cheddira firmano un successo pesantissimo, che crea un margine di quattro punti sulla Cremonese. Un piccolo tesoro da difendere nelle ultime tre giornate.
Il resto del programma scivola via senza scossoni, ma con indicazioni chiare.Il Bologna continua a deludere in casa, fermato sullo 0-0 da un Cagliari che vede ormai la salvezza a un passo.L’Udinese batte il Torino e certifica una stagione solida, concreta, forse sottovalutata.
E poi c’è il Pisa.La sconfitta contro il Lecce non è solo un risultato: è la fotografia perfetta di una stagione sbagliata.Un ritorno in Serie A durato troppo poco, consumato tra limiti evidenti, errori ripetuti e una fragilità mai risolta.
Il campionato entra nel rettilineo finale, ma molte sentenze sono già scolpite.Chi doveva vincere ha vinto. Chi doveva cadere è caduto.
E adesso resta solo una cosa:capire chi avrà la forza di prendersi l’Europa e chi resterà schiacciato dalla pressione.




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