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Analisi tecnico tattica di Pisa Entella: squadra lunga, centrocampo in affanno e difesa esposta

Immagine del redattore: Sandro Cacciamano
Sandro Cacciamano
12 set
Tempo di lettura: 4 min
ANALISI TECNICO-TATTICA – Il Pisa sbaglia completamente l’approccio e viene punito da un’Entella organizzata e micidiale nelle ripartenze. Il gol subito dopo appena un minuto manda in difficoltà i nerazzurri, incapaci di ritrovare equilibrio. L’espulsione di Leris complica ulteriormente una gara già compromessa. Nella ripresa Bianco cambia quattro uomini, ma la reazione non basta.
ANALISI TECNICO-TATTICA – Il Pisa sbaglia completamente l’approccio e viene punito da un’Entella organizzata e micidiale nelle ripartenze. Il gol subito dopo appena un minuto manda in difficoltà i nerazzurri, incapaci di ritrovare equilibrio. L’espulsione di Leris complica ulteriormente una gara già compromessa. Nella ripresa Bianco cambia quattro uomini, ma la reazione non basta.

di Sandro Cacciamano

Il 4-1 subito dal Pisa contro la Virtus Entella alla Cetilar Arena non può essere archiviato soltanto come una serata storta. Analizzando la partita dal punto di vista tecnico e tattico emergono diverse criticità sulle quali Paolo Bianco dovrà necessariamente lavorare.

Il Pisa è apparso in difficoltà praticamente in tutti i reparti: poco equilibrio tra le linee, centrocampo incapace di arginare le ripartenze avversarie, difesa troppo esposta e una fase offensiva che per lunghi tratti non è riuscita a superare con efficacia la trequarti dell’Entella.

Una prestazione da analizzare senza fare sconti a nessuno.

Il 4-3-2-1 di Bianco e un approccio completamente sbagliato

Bianco parte con il 4-3-2-1: Confente tra i pali; linea difensiva composta da Calabresi, Canestrelli, Coppola e Angori; Leone, Correia e Leris a centrocampo; Vural e Tramoni alle spalle dell’unica punta Petagna.

L’idea è quella di mantenere una squadra alta, recuperare rapidamente il pallone e sviluppare il gioco nella metà campo avversaria.

Ma il piano tattico viene sconvolto praticamente al primo pallone.

Dopo appena un minuto Guiu porta in vantaggio l’Entella. Una doccia fredda che il Pisa non riesce ad assorbire.

Ed è proprio qui che emerge il primo grande problema della serata: la reazione allo svantaggio.

Invece di mantenere distanze e organizzazione, il Pisa perde progressivamente equilibrio. La squadra continua a cercare di giocare alta, ma senza una pressione coordinata sul portatore di palla. Il risultato è pericoloso: quando l’Entella supera la prima pressione trova campo davanti a sé e può attaccare una retroguardia nerazzurra troppo esposta.

Il centrocampo non filtra, l’Entella riparte

Il settore nel quale la partita viene maggiormente indirizzata è il centrocampo.

Il Pisa fatica sia nella gestione del pallone sia nella riconquista. Le distanze tra i reparti aumentano e sulle seconde palle l’Entella arriva spesso prima.

Quando i nerazzurri perdono il possesso, manca quella copertura preventiva necessaria per impedire agli avversari di ripartire.

Ed è proprio in transizione che l’Entella fa malissimo.

Guiu e Cuppone diventano una minaccia continua, attaccando gli spazi lasciati alle spalle del centrocampo pisano e costringendo la difesa a correre spesso verso la propria porta.

Il Pisa, al contrario, fatica tremendamente a sviluppare gioco oltre la trequarti.

Tramoni prova ad accendere la manovra, Leone cerca di dare ordine e Correia è tra i più propositivi, oltre a realizzare successivamente l’unico gol nerazzurro. Ma è troppo poco.

Petagna rimane spesso isolato e non riesce a incidere come dovrebbe.

Difesa troppo esposta: il Pisa non trova le contromisure

Anche il reparto arretrato vive una serata particolarmente complicata.

Canestrelli e Coppola commettono errori importanti, Calabresi attraversa alcuni momenti di difficoltà e anche Angori non riesce a esprimersi sui suoi livelli migliori.

Ma sarebbe riduttivo attribuire tutto alla difesa.

Quando una squadra perde palloni in zone pericolose e non riesce a effettuare una corretta transizione difensiva, i quattro dietro finiscono inevitabilmente per essere esposti.

Al 31' Cuppone firma il 2-0, sfruttando ancora una volta gli spazi concessi dal Pisa.

È probabilmente questo il momento nel quale sarebbe servito un intervento immediato, anche tattico, per provare a interrompere l’inerzia della gara e restituire equilibrio alla squadra.

Bianco non interviene e pochi minuti più tardi arriva l’episodio che complica definitivamente tutto.

Leris espulso, il Pisa perde definitivamente l’equilibrio

Al 35' Leris commette un brutto fallo su Di Mario e viene espulso.

Sotto di due gol e con un uomo in meno, la situazione diventa quasi disperata.

Il Pisa va definitivamente in difficoltà: aumentano gli errori, diminuisce la lucidità e soprattutto manca la capacità di abbassarsi e compattarsi per arrivare all’intervallo senza ulteriori danni.

Invece, nel recupero, arriva anche il 3-0 di Franzoni.

Il primo tempo si chiude così nel peggiore dei modi: tre gol subiti, un’espulsione e una squadra tatticamente incapace di trovare le contromisure alle ripartenze dell’Entella.

Bianco cambia quattro uomini

Nell’intervallo Bianco prova inevitabilmente a scuotere la squadra.

Il tecnico effettua quattro sostituzioni contemporaneamente: fuori Canestrelli, Tramoni, Vural e Petagna; dentro Caracciolo, Moreo, Pittarello e Zanon.

Il messaggio è evidente: cambiare uomini, energia e soprattutto atteggiamento.

Nonostante l’inferiorità numerica, nella ripresa il Pisa mostra qualcosa in più. Gli ingressi permettono alla squadra di ritrovare a tratti maggiore presenza e aggressività.

Pittarello riesce a rendersi pericoloso, mentre Correia continua a essere uno dei nerazzurri più presenti nel vivo del gioco.

Al 72' proprio Correia trova il gol del 3-1, dando almeno un segnale di reazione.

Guiu-Cuppone devastanti nelle transizioni

Il problema, però, rimane lo stesso.

Nel tentativo di riaprire la partita il Pisa deve necessariamente concedere spazi e l’Entella continua a essere estremamente pericolosa quando può attaccarli.

Per gran parte della gara il tandem Guiu-Cuppone mette in enorme difficoltà la struttura difensiva nerazzurra.

Al 79' arriva il colpo definitivo: Tirelli vede Confente fuori dai pali e dalla trequarti trova una conclusione che vale il 4-1.

Partita chiusa.

Una sconfitta che va oltre il risultato

Il risultato è pesante, ma ancora più preoccupante è il modo nel quale è maturato.

Il Pisa ha sbagliato innanzitutto l’approccio alla partita. Dopo il gol subito al primo minuto non è riuscito a mantenere lucidità e organizzazione, finendo per allungarsi e concedere all’Entella esattamente il tipo di partita che gli ospiti cercavano.

Sono mancati equilibrio, filtro a centrocampo, gestione delle seconde palle e protezione preventiva della difesa.

Anche Bianco dovrà interrogarsi sulla gestione del primo tempo. Il Pisa era evidentemente in difficoltà già prima dell’espulsione di Leris e forse sarebbe stato necessario intervenire prima per modificare qualcosa sul piano tattico.

Nella ripresa i quattro cambi hanno prodotto una reazione, ma sullo 0-3 e con un uomo in meno la partita era ormai fortemente compromessa.

Correia è una delle poche note positive, insieme ad alcuni segnali arrivati da Pittarello. Per il resto, il Pisa visto contro l’Entella è stato irriconoscibile rispetto alla squadra capace di battere Catanzaro e Juve Stabia.

Il 4-1 deve quindi rappresentare un campanello d’allarme, non una condanna.

La Serie B non permette di perdere equilibrio e concentrazione. Il Pisa dovrà ripartire proprio da qui: ritrovare compattezza, imparare a reagire agli episodi negativi e soprattutto evitare che una partita cominciata male diventi, nel giro di pochi minuti, una partita fuori controllo.



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