FIORENTINA, È GIÀ FINITA L’ERA GROSSO: ESONERO DOPO TRE GIORNATE.


Il pesante avvio di campionato costa la panchina al tecnico viola. Tre sconfitte, nove reti subite e una squadra senza identità: adesso la società deve scegliere rapidamente il nuovo allenatore.
La Fiorentina cambia immediatamente rotta. Fabio Grosso è stato sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra dopo appena tre giornate di campionato. Una decisione drastica, maturata in seguito alla sconfitta per 2-1 contro il Torino e ufficializzata dalla società attraverso una breve nota.
L’avventura dell’ex tecnico del Sassuolo sulla panchina viola termina dunque dopo meno di tre mesi. Arrivato a Firenze con il compito di rilanciare una squadra reduce da una stagione complicata, Grosso non è riuscito a costruire un’identità riconoscibile né a trasformare in risultati il potenziale di una rosa profondamente rinnovata.
TRE SCONFITTE CHE NON LASCIANO SCAMPO
Il bilancio in Serie A è pesantissimo: tre partite, altrettante sconfitte, un solo gol realizzato e nove subiti.
L’esordio all’Olimpico contro la Roma si era trasformato in un’autentica disfatta, con la Fiorentina travolta per 4-0. La reazione attesa al Franchi non è arrivata: prima il sorprendente 3-0 incassato contro il neopromosso Frosinone, proprio durante le celebrazioni per il centenario del club, poi il 2-1 subito dal Torino.
Contro i granata la formazione viola aveva trovato il primo gol del proprio campionato con Mateo Pellegrino, ma non era riuscita a difendere il vantaggio. Le reti di Rolando Mandragora, unico vero ex della partita, e Che Adams avevano completato la rimonta torinista, facendo esplodere la contestazione del pubblico del Franchi.
Tre sconfitte differenti, ma accomunate dagli stessi problemi: fragilità difensiva, mancanza di equilibrio, poche idee nella costruzione del gioco e una preoccupante difficoltà nel reagire ai momenti negativi.
UN PROGETTO MAI DECOLLATO
La dirigenza aveva affidato a Grosso una rosa arricchita da numerosi innesti e giocatori di grande talento. Le aspettative erano elevate, ma sul terreno di gioco la Fiorentina è apparsa disordinata, insicura e ancora lontana dall’essere una vera squadra.
I continui cambiamenti nella formazione e nel reparto difensivo non hanno favorito la crescita del gruppo. Anche alcuni dei calciatori più attesi hanno faticato a incidere, mentre l’attacco ha prodotto appena una rete in 270 minuti di campionato.
L’unica vittoria ufficiale della gestione Grosso è rimasta quella ottenuta contro il Benevento nei trentaduesimi di Coppa Italia. Un successo insufficiente per compensare il disastroso avvio in Serie A e per convincere la società a concedere altro tempo all’allenatore.
LA SCELTA DELLA SOCIETÀ
Subito dopo la partita contro il Torino sembrava che la Fiorentina volesse confermare temporaneamente la fiducia al tecnico. Nelle ore successive, però, le valutazioni della dirigenza e il clima sempre più pesante attorno alla squadra hanno determinato il cambio di programma.
Il club ha preferito intervenire durante la prima sosta utile della stagione, evitando di trascinare ulteriormente una situazione già diventata molto delicata. Grosso diventa così il primo allenatore esonerato nella Serie A 2026/27.
La responsabilità della crisi non può naturalmente ricadere soltanto sul tecnico. Anche la società e i calciatori dovranno interrogarsi sulle ragioni di una partenza tanto negativa. L’esonero, tuttavia, rappresenta il primo tentativo di scuotere un ambiente profondamente deluso.
VANOLI IN POLE, THIAGO MOTTA TRA LE ALTERNATIVE
La Fiorentina deve adesso individuare rapidamente il nuovo allenatore. Tra le ipotesi più concrete figura il possibile ritorno di Paolo Vanoli, che conosce già l’ambiente viola e potrebbe garantire continuità senza aver bisogno di un lungo periodo di adattamento.
Tra le alternative viene indicato anche Thiago Motta, profilo tecnicamente affascinante ma legato a un progetto tattico più complesso. La società dovrà valutare non soltanto il nome, ma soprattutto la capacità del prossimo allenatore di intervenire immediatamente sulla testa e sull’organizzazione della squadra.
Il calendario non concede molto tempo. Alla ripresa del campionato la Fiorentina sarà attesa dalla trasferta contro il Venezia, una partita che assume già un’importanza particolare per abbandonare l’ultimo posto e interrompere una crisi tanto precoce quanto inattesa.
L’era Grosso si chiude quasi prima di essere cominciata. Adesso la Fiorentina è chiamata a scegliere bene: dopo tre sconfitte consecutive, un altro errore potrebbe compromettere seriamente l’intera stagione.




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