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Il punto della 36 di A: Inter senza rivali, Champions nel caos e Pisa umiliato

  • Immagine del redattore: Sandro Cacciamano
    Sandro Cacciamano
  • 12 mag
  • Tempo di lettura: 3 min
Quello che doveva rappresentare soltanto l’antipasto della sfida di mercoledì all’Olimpico tra Lazio e Inter, con in palio la Coppa Italia, si è trasformato invece nell’ennesima passerella per i neo Campioni d’Italia. I nerazzurri hanno archiviato la pratica già nel primo tempo: prima il 17° centro stagionale di Lautaro Martinez, poi il raddoppio di Sucic e infine, dopo aver controllato la reazione biancoceleste nella ripresa, il tris firmato da Mkhitaryan nel finale. Una vittoria che permette all’Inter di portarsi addirittura a +15 sul Napoli.
Quello che doveva rappresentare soltanto l’antipasto della sfida di mercoledì all’Olimpico tra Lazio e Inter, con in palio la Coppa Italia, si è trasformato invece nell’ennesima passerella per i neo Campioni d’Italia. I nerazzurri hanno archiviato la pratica già nel primo tempo: prima il 17° centro stagionale di Lautaro Martinez, poi il raddoppio di Sucic e infine, dopo aver controllato la reazione biancoceleste nella ripresa, il tris firmato da Mkhitaryan nel finale. Una vittoria che permette all’Inter di portarsi addirittura a +15 sul Napoli.

di Sandro Cacciamano


I partenopei, infatti, nel posticipo del lunedì contro il Bologna riescono nell’incredibile impresa di complicarsi da soli la corsa Champions. Dopo essere andati sotto di due reti — splendida conclusione di Bernardeschi e rigore trasformato da Orsolini — gli azzurri avevano saputo rimettere in piedi la partita grazie al ritorno al gol del capitano Di Lorenzo, rientrato dopo tre mesi di assenza, e alla rete di Alisson Santos a inizio ripresa. Quando tutto lasciava pensare ad un pareggio, ecco però al 91’ il colpo di Jonathan Rowe, alla terza rete stagionale, che regala il successo al Bologna e lascia il Napoli improvvisamente vulnerabile nella corsa al quarto posto.

Se il Napoli si complica la vita, il Milan riesce addirittura a fare peggio. I rossoneri incassano la terza sconfitta nelle ultime cinque giornate cadendo a San Siro contro un’Atalanta dominante. Gli orobici scappano sullo 0-3 grazie alle reti di Ederson, Zappacosta e Raspadori, mettendo a nudo tutte le fragilità della squadra di Allegri. Nel finale Pavlovic e Nkunku, su rigore, provano a riaprire il match, mentre Gabbia sfiora addirittura un clamoroso pareggio nei secondi conclusivi. Il Milan resta così quarto, ma viene raggiunto dalla Roma.

A sorridere maggiormente è invece la Juventus, che passa di misura a Lecce grazie al gol lampo di Vlahovic dopo appena 12 secondi di gioco. I bianconeri dominano la gara, sprecano numerose occasioni davanti ad un ottimo Falcone e si vedono annullare anche il raddoppio per due fuorigioco millimetrici. Tre punti pesantissimi che valgono il terzo posto in solitaria a quota 68, con una sola lunghezza di vantaggio sulla coppia Milan-Roma. Situazione sempre più delicata, invece, per il Lecce di Di Francesco, ora con un solo punto di margine sulla Cremonese.

Proprio la Roma è protagonista del match più folle della giornata al “Tardini”. I giallorossi passano avanti con il solito Malen e sfiorano più volte il raddoppio, ma vengono raggiunti dal Parma con Strefezza. Nel finale succede di tutto: Suzuki salva i ducali in più occasioni, poi all’87’ Mandela Keita firma addirittura il sorpasso emiliano con il suo primo gol italiano. Quando la gara sembra chiusa, nel recupero arriva prima il pareggio di Rensch e poi il contestatissimo rigore trasformato ancora da Malen, che sale così a quota 13 reti in appena 16 presenze. Una vittoria pesantissima che permette alla Roma di agganciare il Milan e portarsi ad un solo punto dalla Juventus.

Approfitta del crollo rossonero anche il Como, che espugna Verona in una gara molto più complicata del previsto. Dopo un primo tempo favorevole agli scaligeri, serve ancora una volta la vena realizzativa del greco Douvikas, autore del suo 13° centro stagionale, per regalare ai lariani una storica qualificazione UEFA: un traguardo impensabile soltanto pochi mesi fa per la squadra di Fabregas.

Festeggia anche l’Udinese, che vincendo 2-0 a Cagliari grazie ai gol di Buksa e Gueye raggiunge quota 50 punti, risultato che in Friuli mancava dai tempi di Guidolin. Eppure, per i sardi resta l’enorme rammarico di una gara dominata senza concretezza. La salvezza è ormai ad un passo, ma manca ancora la matematica certezza. Il Torino, invece, regala una rara gioia stagionale ai propri tifosi rimontando il Sassuolo: dopo il vantaggio neroverde firmato Thorstvedt, i granata ribaltano tutto in cinque minuti con Giovanni Simeone e Pedersen.

Infine, la Fiorentina strappa il punto necessario per la salvezza nello scialbo 0-0 contro il Genoa, archiviando così una stagione da dimenticare. Ma il risultato più pesante arriva nella sfida salvezza tra Cremonese e Pisa. I toscani disputano probabilmente la peggior partita del loro campionato: Bozhinov si fa espellere ingenuamente già nel primo tempo, spalancando la strada ai grigiorossi. Vardy ritrova il gol dopo mesi, Bonazzoli firma il raddoppio ad inizio ripresa e, con il Pisa addirittura ridotto in nove uomini per il rosso diretto a Loyola, Okereke cala il tris definitivo. Una disfatta totale per i nerazzurri, umiliati sotto ogni punto di vista, mentre la Cremonese torna clamorosamente a credere nella salvezza, ora distante un solo punto dal Lecce a due giornate dal termine.



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