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Italia femminile, missione compiuta a Pisa: Serbia travolta 3-0, ora serve l'impresa in Svezia

  • Immagine del redattore: Sandro Cacciamano
    Sandro Cacciamano
  • 6 giu
  • Tempo di lettura: 2 min
L'Italia femminile risponde presente e davanti al pubblico di Pisa supera con autorità la Serbia per 3-0 grazie alle reti di Bergamaschi, Caruso e Bonansea. Un successo fondamentale che mantiene vive le speranze di qualificazione diretta al Mondiale, ma che rimanda ogni verdetto all'ultima e decisiva sfida contro la Svezia, in programma martedì prossimo.
L'Italia femminile risponde presente e davanti al pubblico di Pisa supera con autorità la Serbia per 3-0 grazie alle reti di Bergamaschi, Caruso e Bonansea. Un successo fondamentale che mantiene vive le speranze di qualificazione diretta al Mondiale, ma che rimanda ogni verdetto all'ultima e decisiva sfida contro la Svezia, in programma martedì prossimo.

Le Azzurre di Andrea Soncin dovranno vincere in terra svedese e sperare contemporaneamente in un passo falso della Danimarca contro una Serbia che, nonostante il pesante passivo incassato all'Arena Garibaldi, ha confermato di essere una squadra ostica e combattiva.

La Nazionale italiana ha vissuto una partita dai due volti. Nel primo tempo la Serbia è scesa in campo con un atteggiamento aggressivo, ben diverso rispetto alla gara d'andata. Le ospiti hanno pressato alto e messo in difficoltà la manovra azzurra fin dai primi minuti. Dopo appena dieci minuti Slovic ha chiamato Giuliani al primo intervento impegnativo, mentre al 20' Matejic ha sfiorato il vantaggio approfittando di un retropassaggio impreciso di Bergamaschi.

Le serbe hanno continuato a esercitare una pressione costante, impedendo all'Italia di sviluppare il proprio gioco. Girelli, continuamente sorpresa dalla linea difensiva molto alta delle avversarie, è stata limitata e la manovra offensiva azzurra è apparsa lenta e prevedibile. Fino all'intervallo le occasioni da rete sono state poche e l'Italia non è riuscita a trovare le giuste soluzioni.

Nella ripresa, però, è scesa in campo un'altra squadra. L'Italia ha alzato il ritmo, aumentato la qualità delle giocate e preso progressivamente il controllo della gara. Girelli ha iniziato a muoversi con maggiore libertà, Caruso ha trovato spazi tra le linee e Giugliano, celebrata prima del match per le sue 100 presenze in Nazionale, ha preso in mano la regia della squadra.

Determinante anche il contributo di Glionna e Greggi, capaci di dare profondità e intensità alla manovra offensiva. Proprio da un'iniziativa di Greggi è nato il vantaggio azzurro: assist perfetto per Bergamaschi che, sul secondo palo, ha battuto il portiere serbo con un preciso colpo di testa.

Sbloccata la partita, l'Italia ha preso definitivamente il sopravvento. All'81' Caruso ha trovato il raddoppio con una conclusione dal limite dell'area dopo una splendida giocata di Bonansea. La stessa attaccante, entrata dalla panchina, ha poi chiuso definitivamente i conti firmando il gol del definitivo 3-0.

Al termine della gara il commissario tecnico Andrea Soncin ha elogiato la reazione della squadra: «È stato fondamentale credere nelle nostre qualità. Nel primo tempo eravamo troppo lente, ma con pazienza e fiducia siamo riuscite a venire fuori alla distanza».

Adesso tutta l'attenzione si sposta sulla trasferta in Svezia. Novanta minuti che valgono una stagione e forse qualcosa di più. Le Azzurre hanno fatto il loro dovere a Pisa. Ora serve l'ultimo sforzo per inseguire il sogno mondiale.



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