PIRLO FUORI, DENTRO MANCINI: LA FIGC CANCELLA IL NUOVO E TORNA AL PASSATO.
- Redazione Sportivo

- 5 giorni fa
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Naufraga prima ancora di cominciare il progetto costruito intorno ad Andrea Pirlo. Malagò richiama Roberto Mancini e affida a Claudio Ranieri la direzione tecnica della Nazionale.
L’Italia prova a ripartire, ma lo fa tornando sui propri passi. Andrea Pirlo esce di scena quando sembrava ormai pronto a sedersi sulla panchina azzurra, mentre Roberto Mancini viene richiamato per guidare nuovamente una Nazionale ferita e alla ricerca di credibilità.
È il risultato di giornate confuse, segnate da accordi bloccati, dimissioni e improvvisi cambiamenti di strategia. La FIGC aveva individuato in Pirlo il volto del nuovo corso, ma il progetto è naufragato prima ancora di vedere il campo.
Al suo posto torna l’uomo che nel 2021 aveva riportato l’Italia sul tetto d’Europa.
PIRLO, UN’AVVENTURA FINITA PRIMA DI INIZIARE
Andrea Pirlo era stato scelto da Paolo Maldini e Leonardo per costruire una Nazionale giovane, tecnica e coraggiosa. L’accordo era stato raggiunto e mancavano soltanto gli ultimi passaggi formali per completare l’operazione.
Poi è arrivato lo stop.
Al centro della vicenda è finito il rapporto commerciale dell’allenatore con Fonbet, società russa attiva nel settore delle scommesse. Una collaborazione che Pirlo si sarebbe dichiarato disponibile a interrompere, ma che ha comunque generato pressioni e perplessità all’interno e all’esterno della Federazione.
Il presidente Giovanni Malagò ha deciso di fermare personalmente la candidatura, assumendosi la responsabilità di una scelta destinata a far discutere.
Pirlo è così passato, nel giro di poche ore, da futuro commissario tecnico a simbolo di un progetto cancellato prima della presentazione.
LE DIMISSIONI DI MALDINI E LEONARDO
La bocciatura di Pirlo ha prodotto conseguenze immediate. Paolo Maldini e Leonardo, principali sostenitori dell’ex centrocampista, hanno lasciato i rispettivi incarichi federali.
Una separazione che certifica il fallimento del progetto appena avviato. La FIGC perde due dirigenti scelti per rinnovare il calcio italiano e si ritrova costretta a ricostruire nuovamente la propria struttura tecnica.
Prima il tentativo per Pep Guardiola, poi la scelta di Pirlo e infine il ritorno di Mancini: tre direzioni completamente differenti che raccontano meglio di qualsiasi dichiarazione la confusione vissuta nelle ultime settimane.
MANCINI, SECONDA OCCASIONE AZZURRA
Nel momento più delicato, la Federazione ha scelto un volto conosciuto. Roberto Mancini torna alla guida della Nazionale per una seconda volta, con il difficile compito di riportare ordine, entusiasmo e risultati.
Il nuovo commissario tecnico conosce l’ambiente, le pressioni e il peso della maglia azzurra. Conosce anche il sapore del successo, dopo l’Europeo conquistato nel 2021 grazie a una squadra brillante, organizzata e capace di riconquistare il pubblico italiano.
Questa volta, però, la missione appare ancora più complicata.
Mancini non eredita una squadra in crescita, ma una Nazionale reduce dalla terza esclusione consecutiva dal Mondiale. Un fallimento sportivo che ha scavato un solco profondo tra gli Azzurri e i tifosi.
Serviranno idee, coraggio e scelte nette. Non basterà richiamare il passato per garantire un futuro migliore.
RANIERI, L’UOMO DELLA RICOSTRUZIONE
Accanto a Mancini ci sarà Claudio Ranieri, nuovo direttore tecnico della FIGC. Una scelta che porta esperienza, equilibrio e autorevolezza all’interno di una Federazione scossa dalle dimissioni e dalle polemiche.
Ranieri avrà il compito di coordinare l’intero progetto tecnico delle Nazionali e di creare un collegamento più efficace tra prima squadra, selezioni giovanili e movimento calcistico italiano.
La sua presenza potrebbe rappresentare il vero punto di equilibrio del nuovo corso. Mancini sarà chiamato a ottenere risultati sul campo, mentre Ranieri dovrà costruire una struttura capace di andare oltre le emergenze e le decisioni dell’ultimo momento.
UNA SCELTA SICURA O UN PASSO INDIETRO?
Il ritorno di Mancini divide inevitabilmente il calcio italiano. Da una parte c’è la certezza rappresentata da un allenatore vincente e già abituato alla pressione della Nazionale. Dall’altra resta la sensazione di una Federazione incapace di costruire un progetto realmente nuovo.
La FIGC aveva annunciato una rivoluzione e si ritrova a richiamare uno dei protagonisti del passato. Non necessariamente una scelta sbagliata, ma certamente lontana dall’idea iniziale.
Mancini e Ranieri avranno adesso il compito di trasformare una decisione nata nel caos in un progetto credibile.
Pirlo resta fuori. Maldini e Leonardo salutano. Mancini torna al comando e Ranieri prende in mano la ricostruzione.
Il tempo delle discussioni non è ancora terminato, ma per la Nazionale è già arrivato quello delle risposte.




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