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Pisa, la svolta di Bianco: cambia pelle, ribalta il Catanzaro e scopre una nuova identità

Immagine del redattore: Sandro Cacciamano
Sandro Cacciamano
31 ago
Tempo di lettura: 5 min
Dal 4-3-3 al 3-4-2-1: contro il Catanzaro il tecnico nerazzurro sorprende sul piano tattico. Tramoni illumina, Leone e Correia governano il centrocampo e Canestrelli firma la rimonta. Il 2-1 racconta un Pisa ancora da plasmare, ma decisamente più versatile.
Dal 4-3-3 al 3-4-2-1: contro il Catanzaro il tecnico nerazzurro sorprende sul piano tattico. Tramoni illumina, Leone e Correia governano il centrocampo e Canestrelli firma la rimonta. Il 2-1 racconta un Pisa ancora da plasmare, ma decisamente più versatile.

di Sandro Cacciamano

La vittoria per 2-1 contro il Catanzaro non consegna al Pisa soltanto tre punti importanti. Dalla sfida della Cetilar Arena arriva soprattutto un'indicazione tattica significativa: la squadra di Paolo Bianco può cambiare pelle.

Dopo il 4-3-3 utilizzato fino a questo momento, il tecnico nerazzurro ha infatti modificato completamente l'assetto iniziale, scegliendo un 3-4-2-1 che ha dato risposte estremamente interessanti.

Confente tra i pali, linea difensiva composta da Bozhinov, Canestrelli e Calabresi, con Zanon e Angori chiamati a lavorare sulle corsie esterne. In mezzo al campo spazio alla coppia Leone-Correia, mentre maggiore libertà è stata concessa sulla trequarti, alle spalle di Petagna, riferimento centrale dell'attacco.

Ed è proprio nella disposizione degli uomini e nell'occupazione degli spazi che si è vista una delle principali differenze rispetto alle precedenti uscite.

Zanon e Angori danno ampiezza, Tramoni può accendersi

Il nuovo sistema ha permesso al Pisa di sviluppare maggiormente il gioco sulle corsie, lasciando agli uomini di maggiore qualità offensiva la possibilità di muoversi con meno riferimenti prestabiliti.

Zanon e Angori hanno garantito ampiezza, mentre Leone e Correia hanno lavorato centralmente con grande intensità. In particolare Leone ha svolto moltissimo lavoro "sporco", fondamentale per gli equilibri della squadra, mentre Correia ha dato dinamismo e qualità nella gestione del pallone.

La struttura scelta da Bianco ha soprattutto consentito a giocatori come Tramoni e Leris di muoversi con maggiore libertà, andando alla ricerca del pallone sulla trequarti e creando continuamente linee di passaggio.

Il risultato è stato evidente soprattutto nei primi venti minuti.

Il Catanzaro ha sofferto la capacità del Pisa di occupare gli spazi e, in particolare, la catena formata sulla sinistra da Angori e Tramoni ha creato diverse situazioni pericolose.

Il Pisa riusciva ad allargare la difesa avversaria per poi cercare rapidamente gli spazi interni. Una manovra meno prevedibile e soprattutto meno legata esclusivamente alla costruzione dal basso vista nelle precedenti partite.

Il Catanzaro colpisce, ma il Pisa non perde la testa

Proprio nel momento migliore dei nerazzurri, però, è arrivato il vantaggio del Catanzaro.

Un'azione rapida degli ospiti ha portato Candela al servizio per Iemmello, bravo di testa a trovare la rete battendo un incolpevole Confente.

Una situazione che avrebbe potuto cambiare completamente l'inerzia della partita.

E invece è arrivata probabilmente una delle risposte più importanti della serata.

Il Pisa non si è disunito.

Rispetto ad altre situazioni nelle quali lo svantaggio aveva prodotto confusione e frenesia, questa volta la squadra di Bianco ha continuato a giocare mantenendo ordine e attenzione.

La reazione è stata immediata.

Da calcio d'angolo, Tramoni – a mio giudizio il migliore in campo – disegna una traiettoria perfetta sulla quale Canestrelli trova il tempo giusto per colpire di testa e realizzare l'1-1.

La partita cambia completamente.

Tre minuti per ribaltare tutto

Passano appena tre minuti e il Pisa completa la rimonta.

L'azione del 2-1 sintetizza bene il lavoro svolto dal centrocampo nerazzurro.

Correia legge perfettamente il movimento di Leone, lo serve con i tempi giusti e il centrocampista conclude l'azione trovando la rete del vantaggio.

Non è soltanto un gol importante per il risultato.

È una rete che nasce dalla capacità del Pisa di recuperare campo, leggere rapidamente la situazione e attaccare lo spazio prima che il Catanzaro riesca a ricomporsi.

E le occasioni non finiscono qui.

Nel corso della prima frazione il Pisa costruisce moltissimo e, considerando la quantità e la qualità delle opportunità prodotte, avrebbe potuto tranquillamente chiudere il primo tempo con un margine decisamente più ampio.

Quattro reti non sarebbero state un'esagerazione per quanto creato.

Bianco dimostra che questo Pisa non ha un solo vestito

Ed è probabilmente questa l'indicazione tattica più importante arrivata dalla Cetilar Arena.

Fino ad oggi avevamo visto soprattutto un Pisa costruito sul 4-3-3, sulla ricerca dell'uscita dal basso e su determinati principi di possesso.

Contro il Catanzaro abbiamo scoperto qualcosa di diverso.

Il Pisa non è prigioniero di un modulo.

Bianco può partire con la difesa a quattro, ma può anche scegliere tre centrali; può costruire un centrocampo a quattro che in determinate fasi diventa praticamente a cinque; può utilizzare gli esterni per dare ampiezza oppure liberare maggiormente i giocatori tecnici sulla trequarti.

Questa capacità di modificare struttura senza perdere completamente i propri principi può diventare un vantaggio enorme nel corso del campionato.

Significa poter cambiare in funzione dell'avversario, ma soprattutto poter modificare una partita anche a gara in corso.

E bisogna ricordare un altro elemento: contro il Catanzaro mancavano ancora giocatori che considero molto importanti come Marras, Moreo e Pittarello.

Quando Bianco avrà l'intero organico a disposizione, aumenteranno ulteriormente le possibilità di scelta e le soluzioni offensive.

Nella ripresa il Pisa cala, Confente risponde presente

Naturalmente non è stato tutto perfetto.

Nella seconda parte della gara il Pisa è progressivamente calato e il Catanzaro è riuscito ad alzare il proprio baricentro.

Per circa 10-15 minuti gli ospiti hanno preso maggiormente il controllo della partita e proprio in questa fase è emerso un altro aspetto positivo: la capacità dei nerazzurri di soffrire.

La squadra di Bianco ha retto l'urto senza scomporsi e anche Confente, molto criticato dopo le precedenti uscite, ha fornito risposte importanti.

Il portiere nerazzurro si è fatto trovare pronto con tre interventi decisivi, opponendosi alle conclusioni di Iemmello, Tchaouna e Koffi.

Una prestazione che può essere importante anche dal punto di vista della fiducia.

Con le sostituzioni operate da Bianco la partita è poi tornata maggiormente in equilibrio e il Pisa ha ricominciato a trovare spazi per attaccare.

Al 76' arriva anche la grande occasione per chiuderla: Petagna entra in area e serve Piccinini, che da posizione favorevole non riesce però a trasformare la palla del possibile 3-1.

Un Pisa giovane, da plasmare. Ma la strada sembra quella giusta

Alla fine resta una vittoria meritata.

Ma, ancora più dei tre punti, restano le indicazioni.

Questo Pisa è una squadra giovane e inevitabilmente deve ancora essere plasmata. Ci saranno passaggi a vuoto e momenti nei quali sarà necessario imparare a gestire meglio ritmo e risultato.

Manca ancora continuità nell'arco dei novanta minuti e deve migliorare la gestione delle fasi di difficoltà.

È normale.

Siamo soltanto all'inizio di un percorso e Bianco avrà bisogno di tempo per trasferire completamente le proprie idee alla squadra.

Ma contro il Catanzaro si è visto qualcosa di importante: un Pisa capace di creare tanto, reagire allo svantaggio, cambiare sistema tattico e interpretare la partita in maniera differente rispetto alle precedenti uscite.

E soprattutto abbiamo visto una squadra che non sembra destinata a vivere all'interno di un unico spartito.

Il 4-3-3 rimane una soluzione. Il 3-4-2-1 può diventare un'altra. Durante la partita gli stessi sistemi possono trasformarsi ancora.

Per un allenatore avere una squadra capace di indossare più "vestiti" è un vantaggio enorme.

Il Pisa deve ancora crescere, ma la vittoria sul Catanzaro lascia una sensazione precisa: le alternative ci sono, la qualità anche e le prospettive sembrano decisamente interessanti.



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