Analisi tecnico-tattica Como – Pisa
- Sandro Cacciamano

- 14 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min

Il reparto offensivo, infatti, è in piena emergenza: Aebischer è fermo per squalifica, mentre Dorisismi, dopo l’episodio con Mina, ha rimediato due turni di stop e tornerà disponibile soltanto il 10 aprile contro la Roma all’Olimpico.
Il risultato finale è pesante: il Pisa incassa cinque reti senza riuscire a segnarne. Una gara che avrebbe dovuto rappresentare una conferma dopo quanto visto contro il Cagliari e che invece si trasforma nell’ennesimo passo indietro. Più che il risultato, preoccupa l’atteggiamento: ci si aspettava una squadra pronta a lottare su ogni pallone, determinata a raddrizzare una stagione che, allo stato attuale, appare sempre più indirizzata verso la retrocessione.
L’avvio, in realtà, sembrava dare ragione a Hiljemark: i nerazzurri provavano a prendere in mano il gioco, ma al primo grave errore di Moreo il Como colpisce e da quel momento la partita cambia completamente. Sulla seconda rete pesa anche una lettura difensiva non impeccabile di Albiol, che facilita il raddoppio dei lariani.
La ripresa si apre con un Pisa più intraprendente, ma dopo appena tre minuti arriva il terzo gol del Como. Da lì in poi è una disfatta: altri due gol subiti e partita definitivamente compromessa.
Quella del Pisa è una stagione che non ha mai convinto fino in fondo. Non c’è stato il cambio di passo nemmeno dopo l’avvicendamento in panchina tra Gilardino e Hiljemark. La squadra, dopo l’errore iniziale, è completamente uscita dalla partita, mostrando una fragilità mentale evidente. È vero, il Como ha dimostrato di essere superiore, ma questo non può e non deve rappresentare un alibi: ciò che manca è la reazione, la capacità di restare dentro la gara.
Nella ripresa il tecnico prova a cambiare qualcosa, inserendo Maister e Stojlkovic per aumentare l’aggressività, senza però ottenere risultati concreti. Il Pisa trova anche due gol, entrambi annullati per fuorigioco, mentre nel finale entrano Piccinini, Iling-Junior e Stengs, ma la partita non ha più nulla da dire.
Oggi è difficile proporre una vera analisi tecnico-tattica: manca tutto, soprattutto l’atteggiamento. Non si è vista quella voglia di lottare che ci si aspetta in un momento così delicato. Il Como ha gestito la gara dall’inizio alla fine, sfruttando ripartenze e verticalizzazioni che il Pisa non è mai riuscito a contenere.
In queste condizioni è inutile parlare di voti o giudizi individuali: la realtà è che così non ci si salva. Il problema principale resta l’attacco: manca completamente un reparto offensivo capace di incidere. Contro il Cagliari era arrivato un gol su rigore di Moreo e una doppietta di un difensore, segnali evidenti di una sterilità offensiva che si trascina da mesi.
Così non basta. Così si retrocede. E soprattutto, così, il Pisa non è mai stato davvero competitivo.



Commenti