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Critiche sì, veleno no: il momento del Pisa va affrontato con equilibrio

  • Immagine del redattore: Sandro Cacciamano
    Sandro Cacciamano
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min
In questi giorni, girando per la città, nei bar e nei circoli sportivi, si sentono commenti di ogni tipo sul momento che sta attraversando il Pisa Sporting Club. Criticare è legittimo, ci mancherebbe altro. Il calcio vive anche di opinioni e confronti. Tuttavia, a tutto dovrebbe esserci un limite: spargere veleno gratuitamente contro una società che, fino a oggi, ha comunque cercato di fare il meglio per il Pisa non mi sembra giusto.
In questi giorni, girando per la città, nei bar e nei circoli sportivi, si sentono commenti di ogni tipo sul momento che sta attraversando il Pisa Sporting Club. Criticare è legittimo, ci mancherebbe altro. Il calcio vive anche di opinioni e confronti. Tuttavia, a tutto dovrebbe esserci un limite: spargere veleno gratuitamente contro una società che, fino a oggi, ha comunque cercato di fare il meglio per il Pisa non mi sembra giusto.

Di Sandro Cacciamano


A chi si definisce grande conoscitore di calcio – e talvolta anche pseudo imprenditore – vorrei porre alcune domande molto semplici.

Chi vedono realmente in grado di sostituire la proprietà attuale, rappresentata da Alexander Knaster e Giuseppe Corrado?Chi, concretamente, sarebbe pronto a prendere in mano il club e garantire un progetto serio e strutturato?

Il Pisa oggi è una società che ha trovato investitori importanti, istituti di credito e imprenditori disposti a sostenere lo sviluppo del club, a partire dal nuovo centro sportivo. Un progetto che rappresenta un passaggio fondamentale per la crescita della società.

E non va dimenticato che, una volta completato il centro sportivo, la società ha più volte ribadito l’intenzione di procedere con l’acquisto dello stadio, con l’obiettivo di trasformarlo in una struttura moderna, all’altezza della Serie A e capace di rappresentare al meglio la città di Pisa.

La verità, almeno allo stato attuale, è che alternative concrete non se ne vedono. Chi sostiene il contrario dovrebbe indicare nomi, progetti e investimenti reali, non limitarsi a critiche generiche.

È evidente che questa stagione non sta andando come molti si aspettavano. Io per primo non sono soddisfatto della situazione. Ma sono convinto che questa società abbia le basi per ripartire e per tornare a crescere. Come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri, il Pisa può rialzarsi e tornare a costruire un percorso ambizioso.

L’obiettivo resta quello di riportare squadra, società e tifoseria dove meritano: in Serie A, ma con la solidità necessaria per restarci a lungo.

Per questo, oggi più che mai, è importante non avvelenare il clima attorno alla squadra. Un ambiente troppo carico di tensione rischia soltanto di allontanare chi è disposto a investire davvero nel futuro del club.

Criticare è giusto. Ma chi attacca la proprietà dovrebbe anche essere in grado di proporre alternative credibili, pronte a investire più e meglio. In caso contrario, il rischio è quello di danneggiare non solo la società, ma l’intera città.



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