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Lorran, occasione sprecata: talento senza fame, addio annunciato

  • Immagine del redattore: Sandro Cacciamano
    Sandro Cacciamano
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Oggi torno sul caso Lucas Lorran, rilanciato anche dal sito brasiliano Bolavip Brasil, ma già anticipato da me durante il mercato di gennaio. Avevo parlato chiaramente di un giocatore frenato da pigrizia e scarsa convinzione, mai realmente entrato nelle rotazioni prima con Gilardino e oggi confermato anche da Hiljemark.
Oggi torno sul caso Lucas Lorran, rilanciato anche dal sito brasiliano Bolavip Brasil, ma già anticipato da me durante il mercato di gennaio. Avevo parlato chiaramente di un giocatore frenato da pigrizia e scarsa convinzione, mai realmente entrato nelle rotazioni prima con Gilardino e oggi confermato anche da Hiljemark.

di Sandro Cacciamano


All’epoca qualcuno aveva messo in dubbio quanto riportato, arrivando a definire “fake” ciò che avevo pubblicato su Instagram. Per questo avevo risposto con i fatti, riportando direttamente le parole di Gilardino in conferenza stampa. Oggi non servono rivincite, ma almeno un minimo di onestà intellettuale sì: quando la realtà emerge, bisognerebbe avere la correttezza di riconoscerla.

E i fatti, ancora una volta, parlano chiaro.

Dal punto di vista tecnico e comportamentale, il limite principale di Lorran è sempre stato evidente: la pigrizia. Lo aveva detto senza giri di parole proprio Gilardino:“Dobbiamo eliminare un po’ della sua pigrizia, se riuscirà a liberarsi di questa pigrizia, farà grandi cose”.

Parole nette, che però non hanno trovato riscontro sul campo. Anzi, la gestione Hiljemark non ha cambiato lo scenario: il giocatore continua a non trovare spazio e il minutaggio è praticamente inesistente.

Dall’ambiente filtrano segnali altrettanto chiari: in allenamento manca continuità, l’applicazione non è quella richiesta e i richiami sono frequenti, non solo da parte dello staff tecnico ma anche dei compagni. Segnali che, nel calcio di oggi, pesano tanto quanto le qualità tecniche.

I numeri certificano il fallimento dell’operazione: appena 55 minuti complessivi in campo. Troppo poco per pensare a un futuro in nerazzurro. Anche perché l’accordo prevedeva condizioni precise, legate a presenze e salvezza: obiettivi ormai lontani.

Il ritorno al Flamengo, a questo punto, è più di un’ipotesi: è la naturale conseguenza di un percorso mai realmente iniziato.

Senza impegno, senza continuità e senza mentalità, il talento resta incompiuto. E il riscatto, in queste condizioni, è solo un’illusione.

Lorran non è mai diventato una risorsa. Né con Gilardino, né con Hiljemark. E questo, alla fine, è l’unico verdetto che conta.



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