Lorran, occasione sprecata: talento senza fame, addio annunciato
- Sandro Cacciamano

- 1 giorno fa
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di Sandro Cacciamano
All’epoca qualcuno aveva messo in dubbio quanto riportato, arrivando a definire “fake” ciò che avevo pubblicato su Instagram. Per questo avevo risposto con i fatti, riportando direttamente le parole di Gilardino in conferenza stampa. Oggi non servono rivincite, ma almeno un minimo di onestà intellettuale sì: quando la realtà emerge, bisognerebbe avere la correttezza di riconoscerla.
E i fatti, ancora una volta, parlano chiaro.
Dal punto di vista tecnico e comportamentale, il limite principale di Lorran è sempre stato evidente: la pigrizia. Lo aveva detto senza giri di parole proprio Gilardino:“Dobbiamo eliminare un po’ della sua pigrizia, se riuscirà a liberarsi di questa pigrizia, farà grandi cose”.
Parole nette, che però non hanno trovato riscontro sul campo. Anzi, la gestione Hiljemark non ha cambiato lo scenario: il giocatore continua a non trovare spazio e il minutaggio è praticamente inesistente.
Dall’ambiente filtrano segnali altrettanto chiari: in allenamento manca continuità, l’applicazione non è quella richiesta e i richiami sono frequenti, non solo da parte dello staff tecnico ma anche dei compagni. Segnali che, nel calcio di oggi, pesano tanto quanto le qualità tecniche.
I numeri certificano il fallimento dell’operazione: appena 55 minuti complessivi in campo. Troppo poco per pensare a un futuro in nerazzurro. Anche perché l’accordo prevedeva condizioni precise, legate a presenze e salvezza: obiettivi ormai lontani.
Il ritorno al Flamengo, a questo punto, è più di un’ipotesi: è la naturale conseguenza di un percorso mai realmente iniziato.
Senza impegno, senza continuità e senza mentalità, il talento resta incompiuto. E il riscatto, in queste condizioni, è solo un’illusione.
Lorran non è mai diventato una risorsa. Né con Gilardino, né con Hiljemark. E questo, alla fine, è l’unico verdetto che conta.



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